Mattew Gray Gubler Attore per caso
di Valentina Colombo
Per chi, come me, la domenica sera rimaneva incollato davanti alla tv per seguire le indagini della squadra di profilers dell’FBI, questo nome non suona certo nuovo.
In Criminal Minds, infatti, Matthew Gray Gubler è il dottor Spencer Reid, un giovane genio con tre dottorati di ricerca e che lavora appunto per l’FBI.
Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: seppure il suo personaggio in tv sia molto timido e introverso, con una leggera forma di autismo, Matthew in realtà è ben lontano dal suo alter ego.
Nato il 9 marzo 1980 in un tranquillo quartiere di Las Vegas, Matthew mostra ben presto la sua grande passione per il mondo del cinema: frequenta e si diploma all’Academy of Performing Arts di Las Vegas inseguendo il sogno di diventare cineasta.
Trasferitosi a New York, prosegue gli studi ed inizia parallelamente la carriera di modello, forse per mantenersi, sfilando sulle passerelle dei marchi più famosi finché non ottiene un ruolo da stagista sul set dell’ultimo film di Wes Anderson, Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, regista che più stima e che lo aveva incoraggiato a fare il provino.
"L’unica cosa che ho in comune con Reid è che sono finito in questa vita per caso. Lui è stato reclutato da Gideon quando era ancora al college, lavora per l’FBI ma non ne ha davvero intenzione, così come fare l’attore è l’ultima cosa che avrei immaginato di fare in vita mia. Ma entrambi cerchiamo di fare del nostro meglio: per me è divertente, ed allo stesso tempo mi sento molto onorato".
Mentre è sul set gira contemporaneamente un documentario, una sorta di backstage che molti critici hanno approvato e considerano addirittura migliore del film stesso.
Ma il lato creativo di Matthew non si esaurisce di certo qui. Nel 2005, quando entra nel cast della nuova serie della CBS, nel tempo libero tra un ciak e l’altro, comincia a scarabocchiare sul suo Moleskine dipingendo veri e propri ritratti, che pubblica regolarmente sul suo sito web alquanto insolito (vedere per credere www.matthewgraygubler.com), ricevendo molti complimenti fino ad ottenere alcune esibizioni dei suoi lavori in gallerie d’arte, lavori che vengono venduti in brevissimo tempo.
Modello, attore, regista, doppiatore, autore e perfino artista dunque.
Laëtitia Wajnapel di Mademoiselle Robot ha avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con l’attore del momento.
Cosa indossi ora?
Mi sono appena svegliato, quindi indosso un pigiama. È uno strano set di piagiama, a dire il vero, con Red Rider BB Gun, cowboy che sparano e cavalli. È assolutamente il mio preferito.
Com’è il tuo stile personale?
Non così pigiamoso, direi tre gradini sopra il look da senzatetto. Non possiedo molti capi nuovi, la maggior parte dei miei vestiti ce l’ho dal liceo, ed ero molto più grassoccio allora, quindi molti di quelli non mi stanno benissimo, inoltre ogni tanto si strappano e li devo far riparare. Generalmente comunque mi rivolgo al sarto di mio padre, perchè non c’è niente di meglio che un abito fatto su misura per fare bella presenza.
E quei tuoi occhiali da dove vengono?
Non volevo indossare i miei occhiali in Criminal Minds, ma sfortunatamente avevo uno strano problema agli occhi per cui non potevo portare le lenti a contatto per sei mesi, quindi non avevo scelta. Sono di mio zio quando andava al liceo, hanno quel look da Norman Rockwell, vero? Ne ho molte altre paia.
Miglior combinazione di calzini?
Beh, se devo andare in un posto di un certo tipo cerco di scegliere una bella combinazione. Mi ricordo che una volta indossai un calzino a strisce rosa e l’altro color argilla: sembravano i maglioni di Bill Cosby che facevano a pugni! Quella è stata un’accoppiata davvero disgustosa.
Descrivi il tuo appuntamento ideale.
Dovrebbe esserci un museo. A New York. Preferibilmente in autunno perché adoro quella stagione. E dovrebbe esserci anche un mucchio di foglie secche, sidro di mele caldo e un campo di zucche.
E l’appuntamento peggiore?
Se lei si rivelasse un uomo…anche se sarebbe divertente. O se lei cercasse di uccidermi durante il sonno. Sarebbe orribile anche se fossimo in un posto chiassoso e lei cercasse di farmi ballare su una musica R&B con uno strano sguardo. Un po’ come la scena del bar in Ghost World, con Steve Buscami.
Cosa indosseresti ad un appuntamento?
Un abito di lana grigio, niente di troppo ricercato. Probabilmente anche una cravatta a farfalla, è bello essere eleganti al primo appuntamento. E assolutamente un cappello.
Quando hai iniziato a disegnare?
Piuttosto di recente. All’incirca quando ho iniziato a girare Criminal Minds. Andavo alla scuola di cinema, e all’improvviso mi ritrovai “intrappolato” sul set senza poter aiutare con le apparecchiature tecniche quindi, passando lunghi momenti seduto a far nulla, iniziai a disegnare così, senza impegno, e il produttore li vide e disse che erano molto belli, così continuai. Credo sia la cosa migliore che abbia ottenuto dal far parte di questo show.
Qual è la tua ispirazione principale per i tuoi disegni?
A volte la gente è leggermente offesa dai miei ritratti perché pensano che siano tecnicamente “brutti” ma per me sono tutti bellissimi.
Il punto è che quelle persone non capiscono che io non le voglio fotografare, né cerco di fare loro un ritratto rinascimentale super esatto, (non voglio sembrare un hippie) ma quello che voglio fare è catturare la loro energia, proprio perchè credo che siano persone uniche e meravigliose e non perché cerchi di metterle in ridicolo.
La mia ispirazione la trovo spesso in qualcosa che mi piace particolarmente o che non riesco a immaginare di non poter non disegnare. Ho sempre ritratto persone che ammiro profondamente. Spesso viene anche da un intenso desiderio di possedere una parte di qualcuno o qualcosa.
Quando ho cominciato, ero ossessionato da Charles Bukowski e Vincent Gallo, volevo conoscerli più a fondo: così ho cercato di creare la mia versione di questi due personaggi, una versione che potesse essere “mia”. Ora credo di poter dire di disegnare i miei genitori e qualche amico piuttosto bene.
Qual è il tuo regista preferito?
Il mio regista preferito attualmente in vita è Wes Anderson, grandioso. Un regista ormai morto sarebbe Alfred Hitchcock: ha fatto film incredibili. Adoro anche Roman Polanski, i fratelli Cohen… mi piace ogni singolo film, è molto difficile fare un film quindi ho il massimo rispetto per chiunque crei qualcosa che sia guardabile!
Com’è stato lavorare con Wes Anderson?
Un sogno che diventa realtà. Ho fatto lo stage presso di lui per il credito scolastico. E ancora non posso credere di essere stato in uno dei suoi film. Stavo guardando The Royal Tenenbaums l’altro giorno e all’improvviso ho pensato “Non posso credere di essere in un film di Wes Anderson!”. Non c’è nessuno come lui. Mi ha dato una strana impressione su cosa significhi essere un attore. Lavora in modo molto anticonvenzionale. È l’esatto opposto di lavorare per una serie televisiva. Wes è un regista molto meticoloso e preciso che cerca di raggiungere la perfezione. In TV giriamo un episodio in pochi giorni.
Con quali registi ti piacerebbe lavorare in futuro? Come attore o stagista?
Mi piacerebbe moltissimo lavorare con John Waters (assolutamente in cima alla lista). David Lynch, Tim Burton, i fratelli Cohen. Tempo fa girai un film indipendente, How to Be a Serial Killer, con Luke Ricci. Lavorare con lui è stato bello. Mi piacciono i registi con una visione unica e precisa. È anche molto divertente lavorare con registi alle prime armi. Sono molto naif nel mondo dello spettacolo!
Come ci si sente a far parte di un true crime show come Criminal Minds?
Hai qualche interesse per il genere?
Ho un certo interesse per i film horror, ma non il genere true crime. Mi piace l’aspetto fantasy di Criminal Minds, il lato magico. Non mi piacciono i serial killers, davvero non sono mai stato appassionato del genere. È uno shock anche per me essere in una serie come questa. È una combinazione alquanto bizzarra, ma sono stato fortunato. Non avrei mai pensato che avrei fatto parte di un true crime show.
Qualche consiglio a chi vuole diventare regista?
Continuare a fare film, fare le cose anziché limitarsi alle parole. Se vuoi fare un film, fallo.
È molto più semplice oggi con tutta questa tecnologia. Internet è meravigliosa! Sono così felice di vivere in questa era!
Top 5 dei costumi di Halloween che hai indossato:
- Cindy Sherman coperta di bambole.
Mi incollai delle bambole al vestito e indossai una parrucca.
- Quest’anno sono stato un buon Patrick Bateman.
Steve (Damstra) mi ha persino fatto dei biglietti da visita di Patrick Bateman che distribuivo alla gente.
- Kurt Cobain poco dopo che si sparò.
Qualcuno ne rimase molto offeso e continuò a ripetere “troppo presto, troppo presto”.
- Una volta fui un semplice scheletro.
Il travestimento era più che altro trucco.
- Gli Uccelli:
mi coprii di uccelli.
E il costume dei tuoi sogni?
Se potessi strapparmi la pelle ed essere uno scheletro per un giorno, un vero scheletro umano.
Propositi per l’anno nuovo?
Voglio fare un sacco di cose ogni anno, creativamente parlando. Mi sforzo di dipingere di più, girare più progetti come regista, ecc.
Forse non tutti sapevate che...
- Nel 2007 ha diretto il video Don’t Shoot Me Santa dei The Killers: il ricavato è stato devoluto in beneficienza.
- Non indossa mai calzini dello stesso colore: sua nonna, quando era ancora bambino, gli disse che potrare calzine diversi portava fortuna. L’unica volta in cui ha indossato calzini uguali (mentre girava Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou) si è slogato una caviglia.
- Nel 2007, durante la pausa di Criminal Minds, Matthew ha scritto il suo primo libro per bambini.
Questa intervista è stata gentilmente concessa a:
Criminal Minds Blog e Criminalmindsitalia
da: www.mademoisellerobot.com e www.telefilm-central.org.